SNaP: nanoparticelle che svelano i microRNA dei neuroni senza distruggerli
La ricerca biomedica ha compiuto un passo avanti significativo grazie a SNaP, una nuova nanobiotecnologia frutto della collaborazione tra l'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Cnr-In) e il Laboratorio Bio@SNS della Scuola Normale Superiore. Pubblicato sul Journal of Nanobiotechnology e coordinato da Cristina Di Primio, lo studio vede anche la firma del compianto professor Antonino Cattaneo, illustre studioso dell'Alzheimer. Al centro della ricerca ci sono i microRNA, piccole molecole regolatrici presenti all'interno dei neuroni che fungono da importanti biomarcatori per comprendere l'esordio e la progressione delle malattie neurodegenerative.
Fino ad oggi, l'analisi di queste molecole richiedeva la distruzione delle cellule, rendendo impossibile seguire l'evoluzione temporale dei processi biologici nello stesso gruppo di neuroni. SNaP rivoluziona questo approccio: i neuroni vengono stimolati a produrre nanoparticelle sintetiche che catturano i microRNA interni e li rilasciano nel terreno di coltura. In questo modo, i ricercatori possono raccogliere e analizzare il carico molecolare senza intaccare la vitalità cellulare.
Questa tecnica trasforma l'analisi da una misurazione statica e distruttiva a un'osservazione ripetibile nel corso del tempo, consentendo di ottenere dati seriali utilissimi per distinguere i cambiamenti precoci da quelli tardivi nelle demenze. Sebbene SNaP non rappresenti una terapia per l'Alzheimer, la sua capacità di svelare i meccanismi molecolari interni ai neuroni vivi offre agli scienziati uno strumento potente per identificare nuovi biomarcatori e sviluppare in futuro trattamenti terapeutici più mirati ed efficaci.
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